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Roaming in Ue, prolungato l’addio fino al 2032: raggiunto l’accordo tra i Paesi dell’Unione

Aggiornamento: 17 dic 2021

I cittadini Ue potranno continuare ad usare il proprio sistema tariffario anche fuori dai confini del proprio Paese





Fino al 2032 nessun cittadino europeo dovrà più preoccuparsi del roaming, la tariffa extra da pagare per utilizzare lo smartphone fuori dal proprio Paese. È stato raggiunto infatti nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 dicembre l’accordo tra le istituzioni Ue per estendere la sua abolizione per altri dieci anni, fino al 2032. Gli operatori del settore saranno inoltre tenuti a fornire informazioni sul numero di emergenza europeo 112.

Il nuovo regolamento, in vigore dal 1 luglio 2022, prolungherà il sistema esistente «Roam Like Home», in scadenza il 30 giugno 2022, consentendo ai cittadini di continuare a usare i propri telefoni cellulari quando si recano all’estero all’interno dell’Ue senza costi aggiuntivi rispetto alle tariffe nazionali. E avranno il diritto di cancellare le informazioni quando un servizio che utilizzano durante il roaming potrebbe causare costi aggiuntivi involontari. L’accordo informale dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento e dal Consiglio per entrare in vigore. La commissione per l’industria, la ricerca e l’energia voterà il testo in una delle prossime riunioni.

I consumatori avranno anche diritto alla stessa qualità e velocità di connessione all’estero come nel proprio Paese, ovunque siano disponibili reti equivalenti. Entrata in vigore nel giugno 2017, l’abolizione del roaming a pagamento prevede che chiamate, sms e dati costino all’estero come a casa per chi viaggia nella Ue fino a giugno 2022. «In vista del trilogo (il termine tecnico dei negoziati tra le istituzioni comunitarie, ndr), in qualità di negoziatore per i Socialisti e Democratici spero che il risultato sia un passo positivo verso un mercato unico digitale più armonizzato», aveva spiegato l’eurodeputato Robert Hajsel prima dell’inizio del vertice.

La partita per raggiungere l’intesa si è giocata principalmente sul prezzo massimo che gli operatori possono addebitarsi reciprocamente per l’utilizzo delle reti all’estero (i prezzi massimo all’ingrosso) e sul costo delle chiamate intra-Ue effettuate dai cittadini dell’Ue a numeri di telefono di altri Paesi Ue, che attualmente sono limitate a 19 centesimi al minuto. Il Parlamento europeo ha chiesto di abolire questi supplementi, mentre gli operatori delle tlc avvertivano che il taglio potrebbe costare al settore 2 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, proprio mentre è in corso l’implementazione delle reti 5G.

crediti https://www.corriere.it/tecnologia/21_dicembre_09/roaming-ue-smartphone-tariffa-2032-96bd4f6e-58ca-11ec-95ed-0f7dcc6ae2dd.shtml?cmpid=tbd_f9927890yj&fbclid=IwAR1MsM1JZ3wIl2y6HNhBBS9Y9iKzDr29iwoc77_spvN8aPaRnVlXNX1JRSo

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